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Palmira

Le rovine di Palmira sono suggestive sia per la loro estensione che per il notevole stato di conservazione. L'antica città araba sta per essere restaurata completamente. La città venne citata nel 2 millennio a.C. dalle iscrizioni accadiche e della Cappadocia. Tra i rinvenimenti abbiamo l'agorà, il teatro, le terme, il tempio di Nabu e il grande tempio di Bel, uno dei più bei monumenti d'Oriente. Il tempio era per i palmireni non solo luogo di culto ma rappresentava anche lo svolgersi della vita pratica, mentre le abitazioni si trovavano in un insediamento al di fuori delle mura del villaggio. Palmira è un luogo unico in cui arte e storia si sono fuse per la meraviglia delle generazioni successive. Questo posto situato nel centro del deserto siriano divenne una stazione obbligatoria per le carovane che percorrevano la via più breve dal Golfo Arabico al Mediterraneo (come per la via della seta) e che attraversavano il Tigri vicino Seleucide in Babilonia. "Tadmor" viene citata su tavolette che risalgono al 19 secolo a.C. Dalla fine del 2 millennio vi si parlava l'aramaico, lingua parlata fino al periodo bizantino. Alla fine del 267, Zenobia divenne regente della città. Fece espandere la città fino a farla diventare un re- gno che sfidò il potere di Roma. Nell'autunno del 274 Zenobia fu condotta prigioniera a Roma dove fu co- stretta a marciare in catene per "il trionfo" di Aureliano. Da allora Palmira decadde.
 
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